venerdì 13 febbraio 2009

In difesa di Maurizio Merdasparri


E smettiamola di prendercela con Maurizio Gasparri. Tutta l'indignazione che che lo investe quando apre bocca è male indirizzata.
E' vero, dice sempre cose stupide o terribili; è vero, dimostra una completa mancanza di sincronia fra i (rari) impulsi del suo reparto materia grigia e la parola. E' vero, dichiara a getto continuo su qualunque tema.
Però bisogna capirlo: Maurizio Merdasparri esiste politicamente, ha un suo spazio e una sua perversa dignità nel circo della politica italiana proprio perchè dichiara.
Merdasparri, non avendo nessuna dote particolare da esprimere, ha trovato una funzione all'interno del Centrodestra perfetta per lui: megafono o juke-box del regime.
Ci vuole qualcuno che fa il lavoro sporco, che randella; Berlusconi ha a disposizione una squadra di denigratori di prim'ordine (basti pensare ai vari Capezzone, Cicchitto etc...) e Gasparri ne è la prima punta.
Certo ogni tanto il nanetto di Arcore deve intervenire personalmente con battute di pessimo gusto o qualche greve affermazione: è lui il proprietario e l'allenatore di questo Dream Team. Ma molto spesso è proprio il nostro Merdasparri ad andare in gol. E' pagato per questo.
La sua carriera politica dice tutto; personaggio tutto sommato oscuro dell'MSI e poi di AN, è grazie a Berlusconi che è riuscito a fare il grande salto: prima ministro e ora, nell'attuale legislatura, capogruppo del PDL al Senato.
Merdasparri ha un debito di riconoscenza verso il padrone del vapore, che dovrebbe sempre essere il vero destinatario di ogni invettiva e democratica indignazione.
Chi lo conosce bene come il suo ex - compagno di partito Starace (ops!) Storace una volta ha detto che la legge porcata sulle comunicazioni che porta il suo nome, non l'ha nemmeno letta. Dubito che abbia capito qualcosa anche dopo aver letto la sintesi che ne ha fatto la stampa.
Non gli competeva, doveva solo obbedire alle direttive del capo. Esattamente come Angelino Alfano non necessariamente deve capirci qualcosa della riforma porcata della giustizia che porta avanti, deve limitarsi a eseguire.
Citando il noto romanzo di Robert Musil, Gasparri è un uomo senza qualità; dopo la maturità si è dedicato al giornalismo e alla politica, seguendo in questo il cammino di tanti altri come lui, prima e (ahimè) dopo di lui.
Cioè sostanzialmente è uno che nella vita non ha combinato un cavolo, ha vissuto di politica, interpretata nella sola maniera che conosce: la chiacchera superficiale e strumentale, arricchita negli anni dalla vocazione alla calunnia e alla squalifica morale degli avversari.
Una caratteristica che storicamente accomuna il vecchio fascismo in cui si è formato e i comunisti.
E in questo è riuscito ad eccellere, a diventare il solista; quando si dice la Destra Protagonista...

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1 commento:

lia ha detto...

Su quest'uomo non si possono fare commenti: se avesse dedicato la propria vita all'agricoltura (e ci vuole passione e capacità anche in questo), la classe politica italiana ne avrebbe giovato in rispetto