giovedì 10 gennaio 2008

La secessione in Italia è già realtà

Secondo me la secessione è già in corso. Nessun presidente di regione, o meglio governatore come si preferisce dire oggi, l'ha dichiarata.
Non si è riunito nessun parlamento del nord o del centro o del sud; non abbiamo assistito all'occupazione delle prefetture da parte di miliziani padani in divisa verde o alla scalata di qualche famoso campanile; nè abbiamo ascoltato messaggi a reti unificate del capo del governo o dello stato che dichiarano il coprifuoco.
Insomma, non si tratta di un fatto sancito politicamente. Ma la secessione si è compiuta nella cultura e nella società di questo malandato paese.
Il caso della monnezza di Napoli, o delle scoasse come si dice dalle mie parti ha riacceso i vecchi odi che ci dividono.
Leggendo le lettere al direttore sui quotidiani o i risultati dei sondaggi, ascoltando le telefonate ai talk-show delle reti locali, riemerge prepotente la polemica fra nord e sud.
L'Italia operosa contro l'Italia magnona e parassita; l'Italia virtuosa ed organizzata (ammesso che lo sia davvero) che guarda all'Europa contro quella anarchica e caotica, contro il mezzogiorno che ha una "mentalità diversa" (parole ricorrenti) e perciò è irrecuperabile, condannato a languire per via dei suoi limiti atavici.
Senza dubbio qui in Veneto l'ostilità contro il meridione è più forte che altrove, ma non credo di sbagliare se affermo che l'opinione diffusa fra molti lombardi o liguri non è diversa.
Peggio ancora, ormai siamo andati oltre questi schemi. Nasce la tentazione del fare da se, dell'andare per la propria strada...e che gli altri si arrangino; come i passeggeri di una nave che affonda, ogni comunità cerca una via di fuga.
Per rimanere al Veneto, Belluno vuole diventare provincia autonoma come Bolzano, i comuni confinanti con il Friuli e il Trentino indicono referendum per staccarsi dalla regione, che comunque di tanto in tanto rivendica la concessione dello statuto speciale.
Il senso di appartenenza va in frantumi e vengono recuperate le micro identità, o ne vengono inventate di nuove; il massimo esempio è la Padania, che come ben sa chi ha studiato un pò di storia, è un falso storico. Non è mai esistita.
Non nascerà la repubblica del nord, nonostante le periodiche sparate bossiane, ma la linea di confine invisibile che divide gli italiani è estremamente dannosa, perchè non ci salveremo se non costruiremo, o ricostruiremo un progetto comune, fondato su valori e regole condivise; se non saremo capaci di individuare obiettivi comuni a tutti.
Chi dovrebbe guidare il paese in un frangente così complicato è la classe politica, che invece continua a sprecare tempo e risorse ed offre a tutti lo spettacolo miserando e ridicolo della sua inadeguatezza.
Due guerre mondiali e il fascismo non sono riusciti a disintegrare l'Italia, non ci è riuscita Tangentopoli, ci sta riuscendo la classe dirigente di questa maledetta seconda repubblica.
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19 commenti:

Anonimo ha detto...

E' vero che formalmente la Padania non è mai esistita, ma ha sempre racchiuso tra i suoi confini delle genti con un comune sentire, diverse dalle altre popolazioni della penisola italiana.
Gia' nel secolo scorso gli uffici dell'immigrazione americana ed australiana suddividevano gli italiani tra quelli provenienti dal nord e quelli dal sud e ancora oggi, dopo un secolo, le differenze non si sono attenuate, anzi.
Secessione , ora e sempre!!!

Aristarco Battistini

Zadig ha detto...

Caro Battistini, siamo d'accordo che ci sono grosse differenze fra noi del nord e la gente del sud.
Non sarò di certo io a negarlo; mi lasci però avere dei dubbi sulla storicità della Padania e comunque ne converrà con me che è un argomento finora poco studiato e approfondito.
Quanto alla secessione, io non la voglio. Vorrei invece un sano federalismo.

Anonimo ha detto...

QUESTE SONO SOLO GRANDI STRONZATE! LA PADANIA STORICAMENTE NON E' MAI ESISTITA! MI DICI, CARO BATTISTINI, COSA HANNO IN COMUNE UN VENETO ED UN LOMBARDO A PARTE I "SCHEI" ( I DENARI )? UN CAZZO, DATO CHE MILANO E VENEZIA SI SONO FATTE LA GUERRA PER SECOLI E SONO STATE UNITE SOLO DAGLI AUSTRIACI E DA QUEI LERCI CANI DEI SAVOIA!
LA REALTA' E' CHE "PADANIA" E "ITALIA" SONO DUE TERMINI GEOGRAFICI PUNTO E BASTA E NON SIGNIFICANO NULLA, MENTRE IL VENETO, LA SARDEGNA, LA TOSCANA, LE DUE SICILIE SONO DENOMINAZIONI MOLTO ANTICHE CHE RACCHIUDONO UNA BEN PIU' NOBILE STORIA E GRANDI TRADIZIONI!

vincenzo267 ha detto...

Scrivo dal Sud e dico che la Secessione non potrà mai avvenire per vie costituzionali, come per quel progetto di legge al Senato sull'autodeterminazione del Sud Tirolo.

Se siete pronti a staccarvi, dovete tenere conto che lo dovrete fare con un atto unilaterale, come hanno fatto i kossovari.

Se avrete l'Unione Europea che minaccerà l governo di Roma, non ci sarà la guerra civile...

Zadig ha detto...

Caro Vincenzo, credo che tu abbia capito che io non voglio il distacco...

Ripvanwinkle ha detto...

Beh, io penso che se uno che si iscrive ad un club, lo vuole lasciare, perche' trattenerlo a forza? Padania o no, la divisione economica e' reale e purtroppo evidente. La domanda ora la faccio io. I meridionali, sono realmente patriottici oppure hanno solo paura di stare da soli e di non farcela??

Zadig ha detto...

E' la prima volta che sento paragonare l'Italia a un "club".
Nel merito, la divisione economica è reale ed è noto che una parte del paese non vuole il federalismo. Il federalismo a cui penso io è quello che concede ampi poteri legislativi e amministrativi alle regioni, con fondi nazionali per il finanziamento di opere e servizi nelle aree più disagiate, come è previsto in tutti gli ordinamenti federali esistenti.
Non finanziamenti a fondo perduto come da tradizione italiana (vedi Cassa per il Mezzogiorno o Sviluppo Italia), ma vincolati al rispetto di parametri e obiettivi precisi, con poteri reali di controllo e sanzione che potrebbero essere assegnati alla Corte dei Conti.
La secessione invece, oltre a essere un'ipotesi antistorica, è un argomento propagandistico.

Anonimo ha detto...

Non è vero che la secessione è antistorica ( forse è l'unica soluzione ).
E' il cosiddetto "federalismo fiscale" che è un'utopia: lo sai quanto è il debito pubblico dello Stato Italiano? Circa 1800 miliardi di euro ( il terzo del mondo, superiore a quello di molti stati africani ). Secondo te una nazione messa così nella merda
( che sta affondando ) può permettersi il "federalismo fiscale" e altre cazzate simili? Siamo seri, su. Ti ricordo che secondo il diritto internazionale ( superiore come valore giuridico alla stessa Costituzione Italiana ) ogni "popolo" ha diritto all'autodeterminazione. Tu considera che la definizione di "popolo" è già riconosciuta ai Veneti ed ai Sardi dallo stesso Stato Italiano e quindi trai tu le conclusioni.

Zadig ha detto...

So molto bene a quanto ammonta il debito pubblico, dato che ogni anno lo stato mi scippa un sacco di soldi in tasse. Lascia perdere il diritto internazionale...è un tema difficile... viene applicato solo quando comoda. La verità è che per operare nel mondo globalizzato di oggi bisogna fare "massa critica" e quindi la repubblichetta veneta o sarda sono ipotesi ridicole. La secessione è antistorica per questa ovvia ragione; prova a leggere per es. qualche libro di Rampini, tipo l'impero di Cindia.
Ciò che volevo dire nel post è che la secessione in termini politici non avverrà mai, in compenso è la società italiana che si sta disarticolando con le comprensibili conseguenze che ne deriveranno per il futuro.

Anonimo ha detto...

ma che senso ha dire che la Padania non è mai esistita ? forse l'Italia esisteva prima del 1861 ?

Zadig ha detto...

No, non esisteva. Metternich infatti l'aveva definita una mera espressione geografica, probabilmente esagerando un pò perchè non aveva visto o fingeva di non vedere le dinamiche socio-culturali ed economiche che si stavano mettendo in moto nella penisola e che stavano portando verso l'unificazione.
Ad ogni modo oggi l'Italia esiste, mentre ripeto, la Padania non è mai esistita.
Al di là di alcune affinità fra le popolazioni del nord, che non nego di certo, c'è sempre stato un frazionamento politico.
A me disturba la riscrittura strumentale della storia.
E' come per la questione dei Celti; non ha senso dire che le radici dei cosiddetti padani sono nella cultura celtica, perchè nel nord Italia vivevano tante popolazioni, che convivevano (non sempre pacificamente) con i Celti. Etruschi, Liguri, Veneti.
Nemmeno i Celti erano uniti fra loro.
A questo proposito il De Bello Gallico è interessante.
Il vero imprinting, il vero elemento unificante è stato la latinizzazione.
Noi veniamo da lì, non da improbabili mitiche origini propagandate dalla Lega.
Per quanto sia appassionante la saga del Signore degli Anelli, è meglio tenere i piedi per terra.
E magari studiare un pò di più.

Gianluca Vaccaro ha detto...

intanto complimenti per questo blog...è molto interessante e stimolante invece delle solite stronzate...eheh...cmq sono d'accordo con te e vorrei dire a Battistini che la Padania appunto come già ben detto :) non esiste è una realtà ke nn esiste perchè Lombardia e parte del Veneto erano sotto dominio SPAGNOLO prima ASBURGICO dopo, il Piemonte era regno a parte Friuli Trentino e Alto Adige erano asburgiche elvetiche addirittura...io sono un ragazzo siciliano di Caltanissetta e vivo studio e LAVORO a Bologna e mi trovo bene io sono d'accordo per un SANO FEDERALISMO perkè anke io da cittadino onesto ke paga le tasse e lavora ne ha pieni i maroni di politici di merda ke specie dalle mie parti per dire da Roma in giù hanno solo rubato RUBATO RUBATO a tutti non solo ai padani...L'Italia è uno stato ed esiste secondo me un'italianietà ke ho avuto modo di approfondire confrontando l'esperienza sicula a quella emiliana ma soprattutto cari ragazzi c'è ke siamo CITTADINI DEL MONDO siamo tutti uguali smettiamola con inutili razzismi cerchiamo di prenderne consapevolezza già evolvendoci nella nostra Italia nostra ma di kiunque venga qui e lavori oestamente e cercki di integrarsi
Questo paese sta andando indietro dietro un velo d'IPOCRISIA e IGNORANZA ke la gente da nord a sud italia si mette davanti risckiando di fare prendere potere all'OMOFOBIA XENOFOBIA MAFIOSITà della lega prima di tutto sempre più forte e sempre più NAZISTA poi di tutta la classe politica di merda ke ci governa...
GIOVANI UNIAMOCI e ASTENIAMOCI IN MASSA ALLE PROSSIME ELEZIONI lottiamo in qlk modo in qualunque modo perkè se cntinua qst paese andrà sempre più indietro e saremo costretti ad abbandinarlo per sempre.
Scusate se nn è scritto benissimo ma è anke l'ora :P

Gianluca Vaccaro.

Zadig ha detto...

Apprezzo il tuo sforzo di postare commenti a notte fonda.
E ti ringrazio dei complimenti; diciamo che dico semplicemente quello che penso, senza nessuna pretesa. Sono un dilettante allo sbaraglio :-)

Anonimo ha detto...

Per prima cosa : complimenti per il blog.Ci sono molte cose che ci accomunano, ma altrettante che ci dividono nel nostro modo di vedere.
Mi permetto solo ricordare un paio di cosette a Gianluca che, essendo di origine siciliana, forse non le ricorda bene.
La Serenissima Repubblica è stata per quasi 300 anni fra le 3 maggiori potenze europee sia sotto il profilo economico, militare e politico.Non dimentichiamo che a Lepanto l'ossatura della flotta europea che sconfisse gli ottomani era costituita da galee e galeazze battenti la bandiera di S. Marco.
Ringraziamo quei nostri avi se oggi non portiamo la barba, non siamo costretti a far finta di pregare 5 volte al giorno e se le nostre donne possono andare al mare a prendere il sole senza problemi, ma ringraziamoli, sopratutto, perché se oggi ci è permesso di dire la nostra su ogni argomento e provare a pensare in maniera autonoma un pochino è anche merito loro.
Seconda cosetta : pur votando Lega non sono ne omofobo ne xenofobo ne, tanto meno, mafioso o nazista.
E' anche vero che non sono nemmeno giovane anzi sono vecchio, ma, non per questo rincoglionito del tutto.

Equilibrio, ragazzi, equilibrio che non significa ne conformismo ne appiattimento sulle idee di moda, ma un sano spirito critico nei confronti di tutto e di tutti...... sempre !

Anonimo ha detto...

L'Italia è destinata a scomparire. Il suo debito è il quadruplo della Grecia ed il terzo al mondo. Chi dice che i piccoli stati in un mondo sempre più globalizzato sono ridicoli dice un'autentica BAGGIANATA, dato che è dimostrato che Stati come Slovenia, Croazia, Slovacchia, Repubblica Ceca e regioni come Scozia, Galles, eccetera possono anzi emergere e rappresentare l'unico anticorpo agli effetti deleteri della cosiddetta "globalizzazione". L'unica cosa ridicola nel contesto geopolitico attuale, sono stati ottocenteschi come l'Italia, assolutamente inutili e dannosi per le popolazioni che li abitano.

Zadig ha detto...

Infatti in tema di baggianate citi stati come la Slovacchia o la Croazia la cui importanza nel panorama mondiale è unanimemente riconosciuta. Proprio dei paesi leader...Continua pure a sciorinare baggianate.

Anonimo ha detto...

Sarà anche vero che i piccoli stati non contano un c...., ma è anche vero che, ad esempio, stati come la Svizzera, la Svezia o la Norvegia o la Danimarca, tutti stati che non superano i 10.000.000 di abitanti sono paesi nei quali la qualità della vita è, a dir poco, invidiabile.
Scusatemi se ho detto niente.
Prendiamo i 2 stati che oggi contano di più al mondo ovvero Stati Uniti e Cina e ditemi voi se la qualità della vita in questi posti è lontanamente paragonabile a quella degli stati di cui sopra.
non credo che la middle-class USA stia bene come la middle-class svedese. La cina non la prendo neppure in considerazione.Con questo non è detto che piccolo sia sempre bello, ma molto spesso SI !

Zadig ha detto...

Questo è vero, i paesi del Nord Europa hanno realizzato standard che noi ci sogniamo.
Small is beatiful? la situazione di molti stati porterebbe a dire di sì, ma quella di altri no.
Anche la Macedonia o il Botswana sono piccoli stati...
Viceversa la Germania è uno stato con 80 milioni di abitanti e ha raggiunto un buon livello di qualità della vita.
Ed è uno stato federale...
Infatti io penso che ispirarsi al modello tedesco potrebbe essere una soluzione per l'Italia.

Ludovico ha detto...

Tutto ebbe inizio con la sconfitta bellica del 1945. E' doveroso festeggiare la caduta del fascismo ma trovo assai ipocrita festeggiare la sconfitta militare. L'Italia rimase unita dopo la resa incondizionata. L'Italia del 1861 rimase unita, è un'isolito destino per uno Stato neonato e sconfitto in guerra.