martedì 16 ottobre 2007

PD, il bambino è nato

Domenica 14 Ottobre ha visto la luce la nuova creatura della politica italiana. Il Partito Democratico è nato. Felicitazioni.
Ora resta da vedere se il bambino potrà crescere forte e sano, per portare nel panorama asfittico della politica di casa nostra la ventata di novità che molti sperano, o se al contrario la creatura verrà ammazzata nella culla.
Come ho scritto in un precedente post sull'argomento, il PD nasce con due vizi che potrebbero comprometterne il futuro.
La scelta del segretario è stata evidentemente pilotata dall'alto e si presume che anche la composizione dei futuri organismi dirigenti lo sarà; le vecchie logiche spartitorie e correntizie, così radicate nella tradizione italiana, non possono svanire in un sol colpo.
I presupposti ideali di questo nuovo partito, poi, sono ancora da definire: la parola riformismo è una delle più abusate e tende, al giorno d'oggi, ad essere un'espressione generica e vacua, che chiunque a turno tira dalla sua parte.
Però oltre tre milioni e mezzo di elettori che si recano ai seggi sono indubbiamente un fatto. Non lo si può negare.
Da questo punto di vista alcuni esponenti del centrodestra, a partire dal suo padrone Berlusconi, hanno perso un'occasione buona per dire finalmente qualcosa di significativo, di diverso, se non addirittura per tacere.
Berlusconi ha bollato le primarie come un evento puramente mediatico; proprio lui, che da quindici anni continua a ridurre la politica ad uno show personale e le assemblee di partito a riunioni simili al congresso del partito comunista cinese od alle sessioni del defunto soviet supremo.
Spiace che Berlusconi ed i suoi cagnolini da salotto (i vari Cicchitto, Bonaiuti etc...), ogni volta che si raduna la base militante degli avversari non sappiano fare altro che seminare odio e disprezzo, cercando la contrapposizione frontale ad ogni costo.
Dalla definizione degli elettori dell'altra parte come coglioni, alle accuse di brogli elettorali contro il personale dei seggi alle scorse elezioni (smentite definitivamente dal riconteggio fatto dal senato... a proposito i tg Mediaset non ne hanno parlato), Berlusconi sommo amante dei plebisciti critica tutte le manifestazioni in cui non è lui il celebrante o l'oggetto dell'adorazione delle masse.
Tanto per far capire chi è il padrone del vapore, non si è nemmeno preoccupato di indire qualcosa di simile alle primarie.
Il battesimo del futuro partito delle libertà è avvenuto con un freddo atto notarile, e con un'assemblea nella quale la signora Brambilla ha consegnato il futuro contraltare del PD al suo monarca di diritto divino.
Ma le primarie del 14 Ottobre, oltre ad essere un innegabile fatto di popolo, hanno anche un'altro importante significato, un messaggio diretto proprio all'organismo dirigente del PD.
C'è una base, esattamente come a destra, che chiede ai politici di tentare un'operazione di semplificazione del nostro caotico quadro politico.
Condizione minima e necessaria per sperare, in un futuro non troppo lontano, che si possano determinare maggioranze più omogenee e stabili.
Se si creassero i presupposti di un processo decisionale più tempestivo ed efficiente sarebbe una rivoluzione, o un miracolo secondo i punti di vista.
La buona amministrazione, nel senso precisato sopra, è l'obiettivo più ambizioso che un partito riformista ed uno conservatore si possano prefiggere, in un paese perennemente in crisi che continua a scivolare lentamente verso il declino.
Questo chiede l'antipolitica tanto criticata anche dai promotori del PD; c'è un filo conduttore fra questa e il popolo delle primarie.
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2 commenti:

Flores ha detto...

Il PD è appena nato non cominciamo a criticarlo, a dire cosa deve o cosa non deve fare.

Zadig ha detto...

E allora noi cittadini che ci stiamo a fare?
Non vorrei che si trattasse dell'ennesima illusione...Anche tu forse hai un'idea che vorresti vedere realizzata, magari una critica da fare; qualcosa che non ti piace. O no?
Alla fine del post ho anche espresso un auspicio.
Devono essere i cittadini a premere sulla politica per spronarla a migliorare lo stato delle cose.